Istituto Gianni Vattimo ETS
Interpretare l’Intelligenza Artificiale tre etica e diritto

Interpretare l’Intelligenza Artificiale tre etica e diritto

Nelle giornate di mercoledì 7 maggio e giovedì 8 maggio 2025 presso la sede principale della Pontificia Università Antonianum si è svolto un convegno dal titolo: “Interpretare l’intelligenza artificiale tra etica e diritto”, lo scopo dell’incontro era quello di provare a stabilire un collegamento o una divisione tra etica e diritto in merito all’ AI. Come asserisce l’Università Antonianum: “La trasformazione digitale muta progressivamente le condizioni di produzione e trasmissione dei saperi in tutte le discipline, insieme agli spazi del vivere sociale. Le evidenti ricadute in ambito epistemologico sollevano dubbi e incertezze sugli spazi di libertà interpretativa di fronte alla generazione di output cognitivi sempre più deterministici”. E dunque: “A partire dalle premesse appena descritte, le giornate di studi Interpretare l’intelligenza artificiale tra etica e diritto mirano a suscitare una riflessione sul valore tanto dei metodi e delle pratiche ermeneutiche quanto del pensiero critico e della creazione, artistica o teorica, nell’odierna transizione digitale e di fronte alla forza disruptiva dei nuovi traguardi dell’intelligenza artificiale, da una prospettiva etico-filosofica e giuridica”.

La presidente dell’Istituto, Lucrezia Romussi, è intervenuta in questo interessante scambio interdisciplinare proponendo una visione ermeneutica dell’ etica dell’ IA a partire dalle considerazioni teoriche di Gianni Vattimo. L’intervento proposto ha tentato di ipotizzare una nuova formulazione dell’etica riferita all’intelligenza artificiale. In un primo tempo, ripercorrendo al livello sommario la storia della filosofia morale si è provato a sottolineare, ermeneuticamente, i cambiamenti che hanno condotto a una sostanziale crisi dell’etica. L’etica riguardo l’intelligenza artificiale diventa così un paradigma conoscitivo per interpretare l’intera filosofia morale. In seconda istanza, invece, si è cercato di immaginare un nuovo approccio etico per l’AI, e non solo. Fino alla prima metà del ‘900 la morale rappresentava uno strumento efficace per la coordinazione sociale. La morale era un punto di riferimento per le masse, una guida deontologica in base alla quale orientare i propri comportamenti; per questo sovente si cedeva, anche in ambito filosofico, a un moralismo diffuso attraverso il quale accettare o misconoscere gli atteggiamenti individuali.

La morale, in tal senso, si fondeva con la tradizione divenendo imponente regola di vita. A partire dal 1968, tuttavia, la situazione è mutata, le prassi sociali sono diventate così fluide e mutevoli da non poter essere più ascritte a un vademecum comportamentale unico. La morale si è trasformata in etica e si è interessata sempre più a settori disciplinari specifici e, quindi, non alla società al livello generale. Si sono sviluppate le etiche ambientali, la bioetica, addirittura le etiche professionali. Occupandosi di argomenti peculiari l’etica ha cercato di fornire parametri deontologici che vertessero sull’analisi di un particolare argomento, e, forse, così facendo ha tralasciato quell’aspetto di critica e analisi del sociale che in un primo tempo l’avevano caratterizzata. L’etica dell’intelligenza artificiale non è esente da questo tipo di ragionamento ermeneutico, essa, in qualità di parte iperspecilistica della filosofia morale, è diventata manifestazione palese dell’approccio razionalistico e normativo della morale in generale.

Tuttavia, secondo Lucrezia Romussi ci sarebbe una terza possibilità di impostazione della questione, questa potrebbe essere rappresentata da un ritorno parziale della morale “originaria”. Dalla morale concettualizzata prima del 1969 si dovrebbe recuperare l’approccio sociale e collettivo, e dall’etica contemporanea potrebbe, invece, emergere lo stimolo a rivolgersi a particolari ambiti piuttosto che ad altri. Tenendo unite teoreticamente queste due istanze si potrebbe formulare un’etica ermeneutica dell’intelligenza artificiale, e non solo.